lunedì 30 marzo 2015

La Grande Guerra delle donne

di Angela* e Rita Frattolillo


copertina libro
Il primo conflitto mondiale, di cui ricorre quest’anno il primo centenario dal suo inizio, è stato ultimamente definito, e  a ragione, la guerra dei nostri nonni.
Tra gli oltre 5 milioni di mobilitati per combattere al fronte c’è stato anche nostro (mio e di mia sorella Angela) nonno Raffaele, che partì per il Carso lasciando a casa la moglie con quattro bimbi e una grande impresa agricola da portare avanti; e certe volte capita di pensare che magari si è trovato fianco a fianco con Giuseppe Ungaretti, Guglielmo Marconi, se non con il nostro poeta  di Riccia Michele Cima.

 Fino a che punto gli uomini del Mezzogiorno, come nostro nonno, avranno avuto coscienza della necessità della guerra? Non lo potremo mai sapere, ma sicuramente, quando l’Italia dichiarò l’entrata in guerra, nel 1915, mentre la piccola borghesia molisana, gli studenti, accolsero generalmente la guerra come una sacrosanta crociata per riconquistare i territori irredenti, i nostri   contadini, i pastori calabresi e siciliani, piuttosto la subirono come un male inevitabile.

giovedì 29 gennaio 2015

Premiazione imprenditoria femminile a Campobasso, IV edizione

Ecco la scultura donata come Premio alle imprenditrici che si sono distinte per professionalità, innovazione e competenza nel Molise. Premio "Maria Rossi Sabelli" assegnato dal Comitato imprenditoria femminile per il 2014, la cui presidente è Concetta Jacovino


La vincitrice del primo premio, canadese originaria di Torella del Sannio
La bella scultura raffigurante una silhouette femminile e il globo è stata realizzata dallo scultore Fernando Izzi.


Proponiamo qualche stralcio della relazione di Rita Frattolillo:
 “Nel mio breve intervento  cercherò di ripercorrere un tracciato diacronico, trasversale, del percorso a ostacoli affrontato dalle donne nel Novecento, focalizzando quello che è stato uno  snodo cruciale e tragico, ma anche un grande  balzo in avanti.

giovedì 27 novembre 2014

Dalla Russia con amore


Rita Frattolillo


A Mosca, con la bella stagione, al Belvedere dei passeri che si apre davanti all’imponente edificio dell’Università statale Romanov (fondata nel 1755 da Michele Romanov) e offre un colpo d’occhio formidabile sulla città attraversata dal nastro argenteo della Moscova, va in scena il popolo dei centauri, una folla di giovani nerboruti in jeans e giubbotto che sull’imbrunire  invadono lo spiazzo a bordo  di moto luccicanti e dal rombo potente; poi,  spento il motore, parcheggiano e, allungati sul loro bolide, birra e sigaretta in mano, raccontano per buona parte della notte le loro prodezze ai vicini di manubrio. Dopo un po’, l’aria, carica di fumo, dell’odore pungente della birra e dei tubi di scappamento, diventa irrespirabile. La Mosca di oggi ama la vita notturna, bere e divertirsi, anche se i casinò sono stati chiusi da un pezzo e i moscoviti sanno che il Grande Fratello, non il reality, ma quello vero, li controlla notte e dì.

lunedì 17 novembre 2014

Ancora barbarie contro le donne indiane

foto Remocontro
Rita Frattolillo


E già noi donne non ce la facevamo più a digerire una situazione diventata, nella “civile” Italia, insostenibile da ogni punto di vista: mogli, ex, compagne, massacrate da bruti, donne sfigurate per vendetta  con l’acido; violenze sessuali e abusi da Nord a Sud della Penisola; donne trattate alla stregua di oggetti di poco conto, da malmenare e discriminare in ogni modo; occupazione femminile ai minimi storici;  inesistenza di strategie politico-sociali volte ad aiutare le famiglie (nidi, asili, ecc.), la cellula fondamento della società mai come ora esposta ad attacchi e indebolita nella sua stessa, indispensabile  funzione; un  governo, l’ultimo, che si è “dimenticato” di istituire un ministero per le pari opportunità, e che lascia chiudere per mancanza di risorse i centri di assistenza e accoglienza, nati per aiutare le donne abusate…

domenica 19 ottobre 2014

Natura e simbolo nell'arte di Giovanni Segantini



di Rita Frattolillo

Uno dei più grandi artisti europei di fine Ottocento, metafora di una condizione esistenziale al confine tra eredità della tradizione pittorica e stimoli di matrice internazionale, è in mostra al Palazzo Reale di Milano (18-09-2014/18-01-2015).
 Si tratta di Giovanni Battista Segantini ( 1858-1899), al cui genio artistico, che è stato riconosciuto e apprezzato dagli ambienti istituzionali, dai circoli intellettuali e dai ceti borghesi italiani e internazionali del suo tempo, è toccata una sorte a dir poco singolare, essere cioè “semplicemente” dimenticato, cancellato dalla memoria nazionale. Chiederci perché questa “dimenticanza” sia potuta accadere esula dall’intento di questo scritto, ma il pensiero che balza immediatamente alla mente è che sicuramente l’oblio è durato troppo a lungo, se è vero  che oggi, per colmare un debito imperdonabile nei confronti di questo talento incredibile, è stata allestita una mostra straordinaria  ̶  è la prima volta a Milano  ̶  che si deve anche all’interessamento della nipote dell’artista, Diana Segantini.

giovedì 25 settembre 2014

ASTI, un piccolo gioiello di arte monumentale



7 marzo 2014

Raccolta ed elegante, attraversata dalla lunga arteria intitolata al suo più illustre cittadino, il grande trageda Vittorio Alfieri, Asti è un piccolo gioiello di arte monumentale poco nota ai turisti, ma del tutto degna di una deviazione. La romana Hasta Pompeia fu sede del ducato longobardo della Neustria, e nel medioevo ebbe il diritto di battere moneta per la sua importanza commerciale (XII e XIII sec.). All’ingresso del centro storico ci accoglie la Torre Rossa risalente al periodo romano, la quale secondo la tradizione fu la prigione di  un milite romano martirizzato per la sua fede, San Secondo, eletto dopo questa vicenda patrono dagli astigiani. Proprio il suo martirio è celebrato in tele e affreschi ospitati nelle diverse chiese della città, mentre le sue spoglie riposano nella cripta romanica (del VII sec) dell’antica collegiata di S. Secondo, nell’omonima piazza situata accanto al municipio, che è la  sede di un antico mercato.

domenica 3 agosto 2014

5 luglio 2014 : Papa Bergoglio in Molise


di Rita Frattolillo


Viene il Papa da noi? Quando ha cominciato a trapelare la notizia, il primo sentimento è stato di incredulità. Perché ci avrebbe fatto il grande dono della sua presenza il Campione della fede più popolare del mondo? Siamo una regione piccola, insignificante, senza alcun peso nella dialettica nazionale,  tanto è vero che siamo sistematicamente snobbati da tutti i media in blocco, un po’ come succede ai sardi, che accedono agli onori ( si fa per dire) delle cronache televisive solo per qualche calamità o per gli scioperi selvaggi degli operai esasperati dall’immobilismo governativo. Insomma, siamo abituati a essere invisibili, salvo poi essere messi alla berlina da “Striscia” o essere  da “Report”.

domenica 22 giugno 2014

Spartacus e la meraviglia dell’anfiteatro romano di Santa Maria Capua Vetere



Devo ammettere che c’ero andata senza particolare entusiasmo: avevo visitato nel corso degli anni intere città (Pompei e poi Jerash in Giordania), calpestato arene, strade, Fori, anfiteatri, siti costruiti dai romani antichi in tutti i loro domini, in Europa come in Africa; che c’era ancora da vedere? Mi domandavo. Ma mio marito, imperterrito, me ne parlava da settimane, dopo che ne aveva letto sui magazine di settore:  era l’anfiteatro romano, tra quelli dell’Italia meridionale, dove un tempo  si assisteva alle battaglie navali, ma soprattutto dove  era stato costretto ad esibirsi il gladiatore Spartaco, lo schiavo che, dopo Annibale e i Sanniti, aveva rappresentato una gravissima minaccia per i romani.

domenica 1 giugno 2014

da Barcellona a Campobasso

di Rita Frattolillo

Sicuramente qualcuno adesso dirà che Barcellona è un’eccezione, che nelle aree interne della Spagna la situazione non è così rosea. Quel che so, è che il Paese che fino a qualche anno fa arrancava per guadagnare terreno rispetto ai partner europei, adesso ci ha sorpassato, e di molto. Sono stata  nella capitale della Catalunya dopo un’assenza di oltre trent’anni. Città monumentale, di respiro europeo,  ma soprattutto sono rimasta ammirata  per gli enormi passi avanti compiuti nei più diversi campi.

mercoledì 14 maggio 2014

Giuseppina Turrisi la poetessa che lottò per l'Unità d'Italia

di Rita Frattolillo

Giuseppina Turrisi (Palermo, 2.4.1822 – 17.2.1848) poetessa e patriota

A Palermo la chiesa seicentesca di San Domenico, che dà sull’ omonima piazza, è il Pantheon dell’isola.  Custodisce gli spiriti eletti, i campioni siculi che credettero nell’Unità d’Italia, per essa combatterono e morirono, e coloro che dopo il 1860 hanno provato a plasmare l’Italia e a darle identità di nazione. Numerosi i musicisti e poeti qui ricordati da monumenti e  lapidi. Ma sono due bei monumenti funebri ad attirare la mia attenzione, perché custodiscono i resti mortali di due donne, entrambe ispirate poetesse, ed entrambe accomunate da un destino avverso: la sofferenza e una morte prematura.

martedì 15 aprile 2014

Lisbona tra vecchio e nuovo


di  Rita Frattolillo

Capitale fin dal 1256 del  Portogallo, che conta  10 milioni e mezzo di abitanti,  ed è stato monarchico fino al 1910, Lisbona era considerata una “insenatura vivente” dai Fenici che vi si insediarono, seguiti dagli Arabi e  poi dai Romani. La città di oggi, con i suoi 600mila abitanti - che con l’area metropolitana diventano 2 milioni 300mila - rispecchia fedelmente nel melting-pot l’incredibile mescolanza di popoli, culture e idiomi diversi qui approdati grazie alla sua storia di impero coloniale. In tutto il globo, il portoghese è parlato da  210milioni di persone, il che ne fa la quinta lingua più diffusa al mondo. Il Portogallo, che è entrato nella UE  nel 1986, ha maturato quindi per le sue ragioni storiche il processo di assimilazione dello straniero, e sarebbero del tutto  incomprensibili i rigurgiti di becero razzismo  a cui assistiamo quasi quotidianamente in Italia senza neanche meravigliarci più di tanto. Figurarsi se i nostri xenofobi vedessero il loro stadio come l’Arena lisbonese con le mezze lune arabe sulla cima delle cupole! Una buona sintesi di questo melting-pot mi sembra rappresentata dalla pacifica convivenza di colombi, fenicotteri e gabbiani che intravedo svolacchiare a pelo d’acqua sulla distesa liquida del grande fiume Tajo. Fiume che, fondendosi nell’abbraccio senza fine dell’Oceano Atlantico, diventa salato come questo, e si colora di azzurro come le azulejos che vestono i palazzi e gli interni delle case.

martedì 11 febbraio 2014

Donne contro l’Unità d’Italia: le brigantesse

                                               di Rita Frattolillo

La recente celebrazione risorgimentale,  se ha avuto il merito di mettere   qualche volta  l’accento sul contributo dato dalle donne alla causa dell’Unità, cominciando a  rimuovere il  “Risorgimento invisibile”, ha purtroppo perso l’occasione di togliere dall’angolo le donne che, armi in pugno, resistettero – a torto o a ragione – all’invasione piemontese del territorio meridionale.
Fortunatamente, negli ultimi anni, la letteratura sulla guerra “cafona”, che vide impegnati in una lotta senza quartiere per anni, all’alba dell’Unità, i briganti contro i “galantuomini” e contro i “Piemontesi”, si è arricchita di titoli importanti incentrati sulla figura delle donne che, per forza, per amore o per convinzione, sparirono nei boschi, e, vestite da uomo, imbracciarono uno schioppo entrando direttamente in azione contro gli invasori, difendendo il Sud.
Quando, dove e perché è nato il brigantaggio femminile? Quale fu la vita delle brigantesse alla macchia? Il loro ruolo e la loro funzione nella banda? Quale il loro rapporto con i maschi, il loro comportamento in combattimento, nei processi e in prigionia?

martedì 28 gennaio 2014

Ada Trombetta: si è spenta la brillante ambasciatrice culturale del Molise


di Rita Frattolillo

Il 26 gennaio 2014 è venuta a mancare Ada Trombetta. So che è ingenuo pensarlo, e ancora di più ammetterlo, ma devo confessare che non avrei mai voluto che questo triste momento arrivasse. Perché non dovrebbero mai morire le persone eccezionali, che sono - devono essere - per tutti noi un esempio e una guida da seguire per la loro tempra, per le rare qualità intellettive, morali e umane.
 Invece il cuore generoso di Ada si è fermato per sempre.
Generosa, sì, Ada lo è sempre stata, nel dare affetto e amicizia a piene mani. Al punto che la sua famiglia, dopo la morte della sorella Anna con cui viveva, era diventata la grande comunità di Campobasso, che l’amava e la coccolava, a sua volta ricambiata  come meglio non si potrebbe. Infatti, oltre ad aver magnificamente assolto il suo impegno di dirigente scolastica (lo è stata fino al 1982), Ada si è prodigata  per fare grande il Molise, e ne è stata una delle maggiori protagoniste, sicuramente la più autentica.
 Fervida studiosa  e ricercatrice dell'arte e dei costumi molisani, si è spesa anima e corpo  tutta la vita per portare alla luce il patrimonio artistico, storico e  folklorico di questa terra, che, attraverso i suoi meravigliosi volumi   e le sue seguitissime conferenze, ha divulgato con slancio e passione, fatto apprezzare ben  al di là dei confini regionali.

domenica 29 dicembre 2013

Un libro sull'opera del pittore Antonio Pettinicchi



autoritratto di Antonio Pettinicchi
Dissonanze e contrasti

 di Rita Frattolillo
La potente produzione artistica – pittorica e incisoria – di Antonio Pettinicchi, classe 1925, per il forte impatto esercitato sui fruitori ha suscitato sin dagli inizi reazioni appassionate da parte di pubblico e  critica. Il più delle volte feroce dissenso, oppure semplice sfavore, raramente condivisione. Faceva “specie” anzitutto che il pittore portasse alla ribalta gli ultimi, la gente diseredata e misera, ai margini della vita sociale, abbrutita dal lavoro e segnata dalla fatica; e che lo facesse con un linguaggio espressivo mai visto prima, distante anni luce dalla rappresentazione consolatoria e rassicurante della classe borghese a cui aveva assuefatto la pittura  accademica e tradizionale. 

sabato 21 settembre 2013

TRIESTE tra monumenti e storia


di Rita Frattolillo


Era già da un po’ che volevo tornare a Trieste. L’unica volta che c’ero stata, una ventina di anni addietro, e solo per poche ore, vi ero scesa dalla Carnia dove mi trovavo per gli esami di Stato. Quell’atmosfera di naturale, elegante accoglienza, l’aria di città mitteleuropea avvezza alla diversità etnica e culturale  mi avevano conquistata immediatamente. Ambiente  che indubbiamente ha favorito fin dall’Ottocento l’arrivo di importanti scrittori e artisti stranieri che nella città vissero a lungo. Tra gli altri, Stendhal fu console qui nel 1831, e  Paul Morand, Rainer Maria Rilke, Vladimir Bartol amarono questi luoghi, contribuendo ad allargare gli orizzonti culturali e sociali dei triestini.

giovedì 27 giugno 2013

Per Elvira


Lo scorso maggio si è spenta a Campobasso Elvira Tirone Santilli, una delle voci letterarie più significative  del Novecento molisano. Elvira si è spenta serenamente come era vissuta. La sua lunga esistenza è stata ricca di affetti familiari, piena di successi professionali come docente, e di sinceri apprezzamenti per la qualità della sua attività culturale. Certo, come a ognuno di noi, non le erano mancati dolori, lutti e sofferenze, ma aveva  affrontato ogni ostacolo con fronte serena e passo lieve. Con lo stesso spirito aveva vissuto i bagliori e i capovolgimenti del Novecento, sforzandosi incessantemente di comprenderli, pur senza mollare la barra della coerenza e dell’intimo convincimento. Sta di fatto che in pieno 1968,  in perfetta dissonanza con l’aria che tirava e le barricate materiali e ideologiche alzate in mezzo mondo, aveva dato alle stampe il suo primo romanzo, che con voce cristallina e scrittura piana affrontava un argomento di tutt’altro tenore, mettendo in scena un territorio ai più misconosciuto – Capracotta e l’Alto Molise -  e un mondo di affetti  percorso da problematiche familiari e scosso dai radicali mutamenti imposti dal travaglio bellico.

giovedì 13 giugno 2013

Memorie del Risorgimento in Molise

All’Archivio di Stato di Campobasso si è tenuta la presentazione del volume “Memorie del Risorgimento. Avvenimenti e protagonisti nel Molise”, a cura di Renata De Benedettis, che raccoglie gli scritti, ispirati ai fatti avvenuti nel Molise a cavallo tra il 1860 e il 1861, di coloro che avevano abbracciato la causa unitaria.  A completare l’opera, una raccolta di biografie di garibaldini molisani e di protagonisti che sono venuti nel Molise per combattere una dura battaglia contro i borbonici, stilate da Barbara Bertolini, Luigi Biscardi, Annalisa Carlascio, Renata De Benedettis, Rita Frattolillo, Antonio Santoriello.

Tra gli illustri relatori dell’Università di Salerno, Francesco Barra, Pier Luigi Rovito e Sebastiano Martelli oltre agli interventi del Presidente dell’Associazione culturale “Vincenzo Cuoco”, Luigi Biscardi, della curatrice del libro, Renata De Benedettis e della Direttrice dell’Archivio di Stato di Campobasso,  Annalisa Carlascio. Sono intervenute anche Barbara Bertolini e Rita Frattolillo per parlare della vita dei protagonisti molisani. 

Ecco la relazione di Rita Frattolillo

 “….Prima di parlare dei miei patrioti e del loro ardimento, Nicola Campofreda e dei suoi figli Antonio, Luigi e Achille, dell’avvocato Girolamo Pallotta di Bojano, dell’eroe mirabellese Francesco De Feo,  vorrei spendere qualche minuto per accennare al ruolo delle donne nel processo unitario. Per farlo,  vi invito a inoltrarvi idealmente con me tra le mura domestiche di certe dimore molisane, perché non v’è dubbio che l’Unità d’Italia non è stata solo il prodotto del sangue dei campi di battaglia o degli intrighi e interessi nazionali e internazionali, ma il risultato ben visibile di un lungo e paziente lavorio - purtroppo invisibile - di sostegno, aiuto, convincimento alla causa risorgimentale, portato avanti proprio lì, tra le mura domestiche, da donne vere, avvertite e sensibili, che, assumendosi una grande responsabilità, hanno affermato gli ideali risorgimentali inculcandoli nei figli, di cui sono  state mentori e guide,  li hanno invogliati a passare all’azione al momento giusto e a compiere il loro dovere verso la patria.

lunedì 15 aprile 2013

Antonio Pettinicchi, un artista possente, vitale, trasfigurativo








di Rita Frattolillo

(nella foto con il pittore)

Al civico 60 di viale Elena, nel cuore di Campobasso, è aperta dal 28 marzo l’ultima, attesa personale di incisioni e pitture del Maestro Antonio Pettinicchi (Lucito, 1925). I  luminosi spazi  dell’elegante “Villino Madonna” , individuati da Vincenzo Manocchio e Laura Potito come sede della galleria d’arte Artes Contemporanea e  dell’attività del gruppo editoriale Regia Edizioni,  ospitano un buon numero di incisioni e diverse tele dell’anziano artista,  che da ben sei anni non esponeva. La mostra, la cui agenda prevede diversi appuntamenti con il pubblico, nel corso dei quali l’attore Stefano Sabelli leggerà canti scelti de La Divina Commedia contestualmente alla proiezione delle immagini riguardanti i quadri ispirati dal capolavoro dantesco al Maestro Pettinicchi, è stata curata dai critici d’arte Silvia Valente e Tommaso Evangelista, e rimarrà aperta fino all’11 maggio 2013, quando dovrebbe essere  pubblicata la monografia a cura di Tommaso Evangelista e Silvia Valente (Regia edizioni). La mostra illustra due aspetti, entrambi fondamentali, dell’attività dell’artista, la produzione incisoria e quella pittorica. La prima, in cui spicca il Ritratto della mamma, che fu scelto alla Biennale di Venezia del 1957, riguarda un lungo arco temporale (1949-1995)  e suggerisce  con estrema chiarezza - fin dal primo lavoro a puntasecca - a quale Molise guardava il giovane pittore appena uscito dall’Accademia: al Molise terra dei miseri e degli afflitti, di coloro che non hanno niente dalla vita e che nessuna epiphany si aspettano. Un tema  dominante nell’altissima poetica del Nostro, che nel 1984 confessava: “Sono attaccato alla mia terra e agli uomini che ci stanno e cerco nel mio lavoro di farli parlare. Essi possiedono già la forza espressiva, il tragico, il drammatico e anche il senso di pace. Questi pochi uomini liberi li amo, ne condivido le angosce, le pesanti rassegnazioni e l’attesa della fine”.

sabato 16 febbraio 2013

Stabat Mater, ultimo romanzo di Antonella Presutti


I figli non dovrebbero mai morire prima dei genitori. Ma che succede se un figlio si toglie la vita, e senza una ragione apparente? Un venerdì di carnevale qualunque, Andrea, non ancora sedici anni,  si fa saltare il cervello con un colpo di pistola, gettando nella tragedia la sua famiglia, una come tante. Compenetrarsi nel dolore della figura materna, straziata dal gesto fatale del figlio, analizzarne i meandri – e in controluce, la reazione degli altri - è l’impresa difficile e delicata con cui si è voluta misurare Antonella Presutti nel suo romanzo Stabat Mater (EdiLet, Roma 2011), che nel titolo richiama la sequenza della Madonna Addolorata attribuita a Jacopone. Nel “planctus” di Stabat Mater  la madre, con il cuore trafitto e l’animo ferito a  morte di chi si sente tradito dal figlio prediletto, è inghiottita in una spirale di disperazione che la tira giù verso un baratro senza fondo in cui emozioni, sentimenti, tempo e memoria hanno senso solo perché si accendono e si coagulano nel nome di Andrea, che muore e risorge mille volte ogni giorno nella sua mente e nel suo cuore.

giovedì 6 settembre 2012

Visitare Bruxelles a piedi, reporter per qualche giorno

A Bruxelles, capitale dell’Europa

Quest’agosto, Bruxelles e Amsterdam. Buona scelta, così scampiamo agli anticicloni bollenti che stanno ardendo l’Italia. Appena messo il naso fuori dall’aereo, nella sterminata pianura che circonda Charleroi (nome familiare ai nostri emigrati molisani), ci sorprende infatti un’arietta frizzante, ben diversa dall’afa lasciata a Roma. Il sole è coperto da un rapido passaggio di nuvole spinte dai venti; bene, penso: camminare sotto qualche pioggerella non sarà male. Saremo accontentati anche troppo, nei giorni seguenti….Qui è la norma, aprire ogni tanto l’ombrellino.

In verità Bruxelles non mi attirava granché, forse per i tiggì che mandano la solita immagine di repertorio del Parlamento o dell’Atomium, che alla tele sembra un giocattolo, quando invece supera i 100 metri di altezza, e insomma la immaginavo scostante, fredda, una city della politica dove tutti o quasi girano in tenuta d’ordinanza e valigetta diplomatica.