di Rita Frattolillo
Entriamo
nella cittadina di Ronda dalla
porta Almukaba, nome arabo che significa “Porta delle anime”, perché di qui
passavano i cortei funebri che accompagnavano i defunti fuori città.
Ronda, a 700 m. sul l.m., è un misto ben riuscito di reminiscenze romane e arabe.
Il nome, ad esempio, è latino: infatti l’antica
Arunda era una città romana, che, benché fortificata, cadde, dopo parecchie
incursioni, in mano musulmana, e in mano loro rimase, fino a quando i piccoli
regni cristiani - in primis la regina
“cattolicissima” Isabella di Castiglia y Leon - un giorno di Pentecoste, la
ebbero vinta e la conquistarono dopo molti tentativi, approfittando delle lotte
intestine che stavano disgregando l’unione tra arabi.
