Tra
Casa Savoia e Storia d’Italia
di
Rita Frattolillo
Per anni ho vissuto Torino come un’entità
astratta, confinata a distanze siderali, anche perché è davvero “fuori mano”,
ci devi arrivare apposta, non è sito che trovi lungo la strada; e poi, da dove
siamo noi, per giungere fin lì, è come attraversare le sette leghe delle
favole, una successione interminabile di tunnel, viadotti, pianure e colline. Poi, un giorno, è successo
…Quella prima volta a convincerci fu la
“necessità” di visitare il museo egizio,
che sapevamo straordinariamente pieno di reperti. Difatti richiese molto
tempo e ancora più concentrazione, tanto è ricco. Dopo, una breve passeggiata
lungo le sponde del Po in un’atmosfera surreale e infine una meditazione
davanti alla Sacra Sindone, lì nel Duomo, dalle parti di Porta Palazzo
brulicante di una colorata folla multietnica e piuttosto déraciné. Poi, via.
