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sabato 21 gennaio 2017

Tra la "Lettera a una professoressa" di don Milani e "A colloquio con Belzebù" di Elvira Tirone


di Rita Frattolillo


                     Nel maggio1967, un mese prima che si spegnesse ad appena 44 anni, don Lorenzo Milani pubblicava un volume scritto insieme ai suoi alunni, i ragazzi della sperduta frazione di Barbiana, nel Mugello.
 “Lettera a una professoressa”, questo il titolo, ebbe l’effetto di un sasso nello stagno.
 Perché essa dava voce a ragazzi  poveri, considerati i paria della socità, e poi perché  denunciava forte e chiaro il sistema scolastico  e un metodo didattico che, favorendo l’istruzione delle classi agiate, i cosidetti “Pierini”, abbandonava all’ignoranza la maggior parte del Paese. 
Ma chi era  Don Milani?  Un sacerdote, insegnante, scrittore ed educatore, che, con quei ragazzi, aveva tentato una sperimentazione di scuola a tempo pieno, realizzando un collettivo dove si lavorara tutti insieme, e chi sapeva di più  aiutava gli altri.

domenica 20 novembre 2016

"Il sentiero di Aracne" di Elvira Santilli Tirone



di Rita Frattolillo

                     
        Dei  tre romanzi della scrittrice nata a Capracotta (Campobasso), pubblicati tra il 1968 (Oltre la valle) e il 1996 (Il sentiero di Aracne) con l’intermezzo del 1991 (A colloquio con Belzebù), non credo che siano in molti a sapere che il primo e l’ultimo sono stati generati nello stesso periodo, pur se usciti a quasi trent’anni di distanza.

Un dato non  tanto rilevante  se Oltre la valle e Il sentiero di Aracne sviluppassero un  tema simile.
 Al contrario, mentre Elvira  raccontava il proprio vissuto e quello della propria famiglia,  già  si andava concentrando sulla condizione della donna, che nell’età patriarcale era considerata priva di attitudini creative: è questo il tema trattato ne Il sentiero di Aracne.
Quindi, mentre Elvira assaporava il  meritato successo del  primo romanzo,   la sua mente   già mulinava vorticosamente  problematiche epocali che andavano assolutamente affrontate e sviluppate: la condizione della donna nella società (Il sentiero di Aracne) e le problematiche del mondo scolastico (A colloquio con Belzebù).

Ma se dopo Oltre la valle  la  penna di Elvira, grazie al suo “cervello a scacchi” - suo copyright- non si è fermata più,  è sicuramente insolito  per il lettore immergersi nel mito, penetrare in una trattazione etico-filosofica completamente diversa dagli altri due romanzi.